Da DIY a Open-Source AID: un passo storico in Italia che non poteva essere ignorato

Se segui la mia advocacy da un po’, sai che ho un debole per la tecnologia nella gestione del diabete. Amo il modo in cui sta evolvendo, ampliando le possibilità e offrendoci maggiore flessibilità. Ma so anche che non tutti hanno lo stesso accesso e che non tutte le scelte si inseriscono perfettamente nel quadro normativo.

Ebbene, in Italia è successo qualcosa di davvero importante.

Per la prima volta, i sistemi open-source di somministrazione automatizzata dell’insulina (AID), precedentemente noti come sistemi DIY, sono stati ufficialmente riconosciuti in un Position Statement dalle tre principali società scientifiche italiane:

  • AMD – Associazione Medici Diabetologi
  • SID – Società Italiana di Diabetologia
  • SIEDP – Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica

Il termine “DIY” (Do-It-Yourself) è stato ampiamente utilizzato per anni, ma i principali progetti open-source sul diabete, i ricercatori e i gruppi di advocacy stanno adottando sempre più il termine “Open-Source Automated Insulin Delivery” (AID) come definizione più accurata. Questo riflette meglio la realtà di questi sistemi: sono sviluppati in modo collaborativo, guidati dalla comunità e basati su tecnologia open-source, piuttosto che essere soluzioni modificate individualmente o regolate manualmente.

Le pubblicazioni accademiche e le presentazioni a conferenze (ad esempio, ATTD, ISPAD) stanno adottando sempre più il termine “Open-Source AID” per distinguere questi sistemi dagli approcci DIY non strutturati, riconoscendone i protocolli standardizzati, il supporto della comunità e l’impatto nel mondo reale.

Questo Position Statement, presentato per la prima volta poco prima di #ATTD2024 a Firenze (marzo 2024), è stato ora ufficialmente pubblicato nel numero di dicembre 2024 della rivista Il Diabete. Si tratta di un passo enorme per la comunità Open-Source AID in Italia e oltre.

Cosa significa tutto questo?

Fino ad ora, i sistemi Open-Source AID—come Loop, OpenAPS e AndroidAPS—sono esistiti in una sorta di zona grigia. Non sono approvati commercialmente, ma sono supportati da dati reali e utilizzati con successo da migliaia di persone con diabete in tutto il mondo.

Questo Position Statement conferma alcuni punti fondamentali:

  • I medici non possono negare supporto alle persone che scelgono di utilizzare sistemi Open-Source AID.
  • Le evidenze scientifiche confermano la loro sicurezza ed efficacia — gli studi dimostrano un maggior controllo glicemico, una migliore qualità di vita e una riduzione della paura delle ipoglicemie.
  • La responsabilità rimane sulla persona con diabete, ma i professionisti sanitari dovrebbero fornire orientamento per l’ottimizzazione della terapia.
  • L’educazione è fondamentale — le società scientifiche si impegneranno a formare più operatori sanitari affinché comprendano meglio questi sistemi.
  • Particolare attenzione va riservata ai bambini che utilizzano sistemi Open-Source AID, garantendo la tutela dei loro diritti e considerando la responsabilità genitoriale.

Infine, questo documento riconosce ufficialmente l’esistenza degli utenti Open-Source AID — e il loro diritto a ricevere cure mediche informate, etiche e responsabili.

Un Percorso Collaborativo per il Futuro

Sebbene questo Position Statement rappresenti un passo fondamentale nel riconoscimento degli Open-Source AID, c’è ancora molta strada da fare prima che questi sistemi siano pienamente compresi e supportati nell’assistenza diabetologica tradizionale.

Attualmente, gli Open-Source AID rimangono al di fuori dei quadri normativi ufficiali, il che significa che:

  • I medici non possono prescrivere questi sistemi, anche se ne riconoscono i benefici. Tuttavia, i pazienti e i caregiver devono essere informati dal proprio team sanitario per poter prendere decisioni davvero consapevoli sulla gestione del diabete.
  • Gli utenti fanno affidamento su risorse gestite dalla comunità per apprendimento e supporto, anziché su un servizio clienti tradizionale o sulle linee guida di un produttore.
  • La responsabilità personale è fondamentale: chi utilizza questi sistemi deve impegnarsi attivamente nella loro comprensione e manutenzione per garantirne un uso sicuro ed efficace.

Ma ecco la vera sfida:

“Una persona con diabete ha il diritto di scegliere il proprio trattamento, libero da interferenze esterne. Questo diritto è protetto dalla Costituzione Italiana, dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea e dalla Convenzione sui Diritti dell’Uomo e sulla Biomedicina.”

Quindi, se la legge tutela il diritto di scelta, perché l’accesso alle informazioni e al supporto è così disomogeneo?

  • Alcune persone hanno accesso a una comunità di supporto solida, mentre altre faticano a trovare indicazioni affidabili.
  • Alcuni medici sono disposti a discutere degli Open-Source AID, mentre altri si rifiutano di riconoscerne l’esistenza.
  • Alcuni utenti si sentono sicuri nell’utilizzare il proprio sistema, mentre altri sono lasciati allo sbaraglio, costretti ad affidarsi a informazioni di seconda mano.

Questa disparità lascia troppe persone in una posizione di svantaggio, aumentando i rischi e limitando l’accesso a una tecnologia che potrebbe cambiare la vita. Ogni persona con diabete e ogni caregiver merita di ricevere informazioni accurate e imparziali—indipendentemente dalla scelta finale di adottare o meno un sistema Open-Source AID.

La Forza della Comunità & Il Concetto di #PayItForward

Uno dei punti di forza più grandi degli Open-Source AID è la collaborazione. Il modo più sicuro ed etico per andare avanti è dare alle persone gli strumenti per costruire i propri sistemi, favorendo l’apprendimento, la consapevolezza e il collegamento con la comunità—piuttosto che affidarsi ad app preconfigurate da terze parti.

Perché è importante?

  • Garantisce che gli utenti rimangano in controllo — comprendendo il funzionamento del proprio sistema e sapendo dove trovare supporto quando necessario.
  • Preserva l’integrità della tecnologia open-source, evitando usi impropri, commercializzazione o distribuzione non sicura di app preconfigurate.
  • Rafforza la comunità, dove gli utenti più esperti supportano i nuovi arrivati, rispettando sempre la documentazione ufficiale e le linee guida sulla sicurezza.

Ecco perché il concetto di #PayItForward è così importante negli Open-Source AID:

  • Se puoi aiutare qualcuno, fallo in modo etico — guidandolo, condividendo conoscenze e indirizzandolo alla documentazione ufficiale e al codice.
  • Se non puoi, evita di indirizzarlo verso soluzioni preconfigurate che eliminano il processo di apprendimento e introducono potenziali rischi.

Lavorando insieme, sostenendo il riconoscimento ufficiale e garantendo una condivisione etica delle conoscenze, possiamo creare un futuro in cui sempre più persone abbiano accesso a sistemi Open-Source AID sicuri, supportati dalla comunità e riconosciuti ufficialmente.

E ora, cosa succede?

Questo Position Statement è un passo avanti, ma ciò che conta davvero è come noi, come comunità, scegliamo di andare avanti insieme.

  • Le persone con diabete e i caregiver devono essere informati su tutte le loro opzioni, inclusi gli Open-Source AID, per poter prendere decisioni consapevoli e scegliere ciò che meglio si adatta alle loro esigenze.
  • I professionisti sanitari devono avere accesso alle giuste informazioni—non necessariamente per promuovere gli Open-Source AID, ma per comprenderli abbastanza da poter supportare al meglio i pazienti che scelgono di utilizzarli.
  • La comunità deve continuare a condividere conoscenze, promuovere un supporto etico e mantenere viva la mentalità #PayItForward, garantendo che chiunque voglia imparare abbia accesso agli strumenti e al supporto giusto.

Gli Open-Source AID non sono la scelta giusta per tutti, e va bene così. Ciò che conta è che chi decide di utilizzarli possa farlo in sicurezza, con responsabilità e con il supporto adeguato.

Il Futuro Inevitabile: Open-Source AID, Un Paese alla Volta

Il progresso è inarrestabile. Paese dopo paese, gli Open-Source AID stanno venendo riconosciuti, discussi e, passo dopo passo, integrati nel panorama della gestione del diabete.

  • Prima sono arrivati i pionieri: i membri della comunità appassionati, che hanno costruito, testato e dimostrato che questi sistemi funzionano.
  • Poi è arrivata la ricerca: studi che ne confermano i benefici, la sicurezza e il miglioramento della qualità di vita.
  • Ora, le società scientifiche e le organizzazioni mediche stanno iniziando a prenderne atto.

Gli Open-Source AID sono una realtà. Stanno crescendo e, passo dopo passo, paese dopo paese, continueranno a ottenere riconoscimento — non perché lo abbiano spinto le aziende, ma perché le persone con diabete e i loro caregiver li hanno creati, ne hanno dimostrato il valore e hanno fatto in modo che il mondo non potesse ignorarli.

La domanda non è più se gli Open-Source AID verranno accettati universalmente — ma quando.

E noi? Saremo qui, a spingere avanti, un traguardo alla volta.

Leggi il Position Statement italiano completo qui:
🔗 Position Statement on DIY Systems – Il Diabete (December 2024)

Riconoscimento Internazionale degli Open-Source AID

Questo Position Statement delle società scientifiche italiane si allinea a un crescente riconoscimento globale dei sistemi Open-Source Automated Insulin Delivery (AID) nella gestione del diabete. Negli ultimi anni, diverse organizzazioni di prestigio hanno riconosciuto l’importanza di questi sistemi:

  • International Consensus Statement (2021): Una revisione completa pubblicata su The Lancet Diabetes & Endocrinology ha fornito dettagliate linee guida cliniche a supporto dell’implementazione dei sistemi Open-Source AID negli ambienti clinici. (PubMed)
  • American Diabetes Association (ADA) Standards of Care (2024): Le linee guida dell’ADA includono raccomandazioni affinché gli operatori sanitari comprendano e supportino i pazienti che utilizzano Open-Source AID, riconoscendone la sicurezza e l’efficacia. (ADA Standards of Care 2024)
  • EASD, in collaborazione con l’American Diabetes Association (ADA), ha pubblicato nel 2022 un rapporto di consenso intitolato “Automated Insulin Delivery: Benefits, Challenges, and Recommendations”. Questo documento fornisce una panoramica completa sui sistemi AID, includendo sia le soluzioni commerciali che quelle open-source, e offre linee guida per i professionisti sanitari. Disponibile qui: diabetesjournals.org.
  • Linee guida ISPAD (2022): L’International Society for Pediatric and Adolescent Diabetes (ISPAD) ha riconosciuto l’uso degli Open-Source AID e ha sottolineato l’importanza che i professionisti sanitari comprendano questi sistemi per offrire un miglior supporto ai pazienti pediatrici e adolescenti. (ISPAD Guidelines)
  • Advanced Technologies & Treatments for Diabetes (ATTD): Gli Open-Source AID sono stati costantemente presenti nelle presentazioni, sessioni di ricerca e panel di discussione durante le conferenze ATTD. La loro crescente presenza in questo evento di alto profilo evidenzia l’importanza sempre maggiore di questi sistemi nella tecnologia diabetologica e nella pratica clinica. Ogni anno, l’ATTD riunisce i principali ricercatori, clinici e innovatori, dimostrando come le soluzioni guidate dalla comunità, come gli Open-Source AID, stiano plasmando il futuro della gestione del diabete.
  • Diabetes Canada Position Statement (2023): Diabetes Canada ha pubblicato un Position Statement sui sistemi Do-It-Yourself Automated Insulin Delivery (DIY AID), fornendo linee guida per i professionisti sanitari su come supportare i pazienti che scelgono di utilizzare questi sistemi. (Diabetes Canada DIY-AID Position)

Oggi, le autorità sanitarie e le associazioni diabetologiche di tutto il mondo hanno a disposizione numerose linee guida ed esempi concreti forniti dalle società scientifiche e dalle comunità più esperte nella gestione del diabete.

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