L’obbligatorio lo screening per il diabete di tipo 1 e celiachia
L’Italia ha recentemente approvato una legge che rende obbligatorio lo screening pediatrico per il diabete di tipo 1 e la celiachia. È un significativo passo avanti compiuto dalla Camera dei Deputati italiana.
Il Paese si distingue come il primo al mondo ad introdurre un requisito di screening per il diabete di tipo 1, che dovrebbe iniziare ad realizzarsi dal 2024. Tale misura riconosce l’importanza di considerare questa malattia come un problema separato e specifico, ed è sostenuta da un fondo economico dedicato, dimostrando un impegno concreto per l’attuazione dello screening.
Questa legge costituisce un importante passo avanti nella prevenzione dei sintomi pericolosi, talvolta letali, come la chetoacidosi, nei bambini di età compresa tra 1 e 17 anni destinati ad avere il diabete di tipo 1. Inoltre, fornisce dati approfonditi per comprendere meglio le cause della malattia e sviluppare strategie farmacologiche per rallentarne o possibilmente fermarne l’evoluzione.
La normativa include anche la diagnosi precoce della celiachia, una condizione potenzialmente invalidante se non riconosciuta tempestivamente. Oltre allo screening, istituisce un Osservatorio Nazionale.
Inoltre, sono previste iniziative informative mirate per sensibilizzare la popolazione sul diabete di tipo 1 e sui rischi associati alla chetoacidosi. Questa combinazione di azioni mira a garantire una diagnosi tempestiva e a creare maggiore consapevolezza sulle sfide legate al diabete di tipo 1.
È degno di nota il dibattito approfondito e partecipativo che si è svolto in Parlamento per due giorni consecutivi, evidenziando l’attenzione dedicata alla salute delle persone affette da questa malattia.
Desidero esprimere la mia profonda ammirazione e gratitudine alla Fondazione Italiana Diabete per il loro impegno costante nel corso di oltre 20 anni per raggiungere questo risultato straordinario. La legge rappresenta il frutto del loro instancabile lavoro, un passo significativo nella lotta contro il diabete di tipo 1, non solo in Italia, ma anche a livello internazionale, anzi mondiale. È un esempio tangibile di come l’impegno della comunità possa portare a cambiamenti concreti e migliorare la vita delle persone che vivono con questa malattia. E FID stessa riconosce la legge in questione un tributo sentito “ad Alessandro Farina e a tutti i bambini che hanno tragicamente perso la vita a causa di una mancata diagnosi di diabete di tipo 1. Questa legge è anche un riconoscimento di tutti i bambini e gli adulti che vivono con il diabete di tipo 1 e affrontano quotidianamente le sfide imposte dalla malattia. Essi dimostrano una straordinaria forza interiore e una determinazione senza limiti nel gestire il diabete e perseguire una vita piena e soddisfacente.” (Pagina ufficiale FID, Facebook)

Nicola Zeni e Alessia Fugazzola, genitori del figlio che vive con diabete dall’età di un anno e mezzo, fondatori FID, source: Facebook FID
Organizzazioni, persone che vivono con il diabete, politici e gli scienziati
È fondamentale riconoscere il valore della collaborazione tra organizzazioni, persone con il diabete, politici e scienziati nella lotta contro il diabete di tipo 1. Questo approccio multidisciplinare coinvolge parti interessate fondamentali.
Le organizzazioni e gli ambasciatori dedicati alla promozione e alla ricerca sul diabete svolgono un ruolo cruciale nel mobilitare risorse, sensibilizzare l’opinione pubblica e sostenere la ricerca scientifica. Lavorano per garantire l’accesso alle cure di qualità e alle terapie innovative, nonché per educare e difendere i diritti delle persone con il diabete.
Le persone con il diabete, al centro di questa lotta, offrono preziose esperienze e voci che guidano decisioni e azioni. Il loro coinvolgimento attivo aiuta a comprendere meglio le necessità, sfide e aspirazioni, conducendo a soluzioni più efficaci e migliorando la qualità della vita.
I politici svolgono un ruolo chiave nel promuovere politiche pubbliche che sostengano la prevenzione, la diagnosi precoce, l’accesso alle cure di qualità e la ricerca sul diabete di tipo 1. La collaborazione di politici è fondamentale per l’adozione di leggi e politiche che facilitino l’implementazione di programmi di screening e l’accesso a terapie avanzate.
Gli scienziati e i ricercatori sono fondamentali nello sviluppo di nuove terapie e nella ricerca di una cura per il diabete di tipo 1. La collaborazione tra organizzazioni, persone con il diabete, politici e scienziati promuove lo scambio di conoscenze e risultati della ricerca, stimolando progetti innovativi.
In sintesi, solo tutti insieme, come spesso ci fa l’appello anche prof. Lorenzo Piemonti, possiamo raggiungere una trasformazione reale nella lotta contro il diabete di tipo 1.
Ulteriori riconoscimenti
Durante la presentazione della legge nella Camera dei Deputati, oltre al Vice-Presidente Giorgio Mulè, erano presenti il Presidente della Fondazione Italiana Diabete Nicola Zeni, il Presidente del Comitato scientifico di FID, il Professor Emanuele Bosi, Direttore della Medicina Interna e Diabetologia dell’Ospedale San Raffaele, che ha curato la stesura del progetto di legge, e il Professor Carlo Catassi, responsabile scientifico per l’Università politecnica delle Marche del “progetto di screening della celiachia in età scolare.
UNISCREEN
Nello stesso periodo ha preso il via il progetto di ricerca UNISCREEN dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, finanziato da Fondazione Italiana Diabete.
A Cantalupo, in provincia di Milano, si sta conducendo uno studio pilota che prevede uno screening universale per diverse condizioni, tra cui il diabete di tipo 1, la celiachia e le malattie cardiovascolari. Questo screening coinvolge l’intera popolazione, dai 1 ai 100 anni, tramite un semplice pungidito. Lo scopo dello studio, tra l’altro, è anche valutare la fattibilità e l’accettabilità di questo tipo di screening universale, in relazione all’approvazione della legge corrispondente.
Un rapido sguardo al passato
Secondo l’articolo di Francesca Ulivi, Direttore Generale e Comunicazione FID, pubblicato in occasione della Giornata Mondiale del Diabete dello scorso 14 novembre, in Italia oltre il 40% dei bambini con diabete di tipo 1 all’esordio arriva ai Pronto Soccorso degli ospedali in condizioni di chetoacidosi. La chetoacidosi diabetica è una complicanza acuta che può portare al coma e persino alla morte, lasciando danni fisici permanenti e rappresentando un trauma per il bambino e la sua famiglia. In paesi dove viene effettuato uno screening di popolazione, come nella regione tedesca della Baviera, la percentuale di chetoacidosi si riduce dal 30/40% al 3%. Lo screening può essere effettuato con un semplice pungidito che permette l’analisi di laboratorio degli autoanticorpi del diabete, presenti molti mesi e anni prima della diagnosi.”
Prosegue con le parole del Prof. Bosi, che dal 1985 ha condotto screening dei familiari di persone con diabete di tipo 1, affermando che “Lo screening degli anticorpi del diabete di tipo 1 non può più essere considerato ricerca clinica, ma una vera e propria azione di salute pubblica, come avviene per molte altre malattie.”
Il Presidente della FID, Nicola Zeni, conclude affermando: “Il nostro obiettivo è costruire tutte le alleanze necessarie per sconfiggere definitivamente il diabete di tipo 1. La collaborazione con le istituzioni è fondamentale per raggiungere la cura definitiva e prevenire la chetoacidosi e possibilmente la malattia stessa.”
Parole finali
Sono fiduciosa che l’Italia possa diventare un esempio per altri paesi nel combattere il diabete di tipo 1. Dobbiamo fare che diventi una priorità nelle nostre agende sociali e politiche, lavorando insieme per garantire la prevenzione, la diagnosi precoce e l’accesso a cure di qualità per le persone colpite da questa malattia. Lo screening degli anticorpi del diabete di tipo 1 deve diventare una pratica diffusa, una vera e propria azione di salute pubblica.
La collaborazione tra istituzioni, organizzazioni, politici, scienziati e la società nel suo insieme è fondamentale per raggiungere la cura definitiva e prevenire le complicanze come la chetoacidosi. Invitiamo i politici a impegnarsi attivamente nella promozione di politiche pubbliche mirate, che favoriscano la prevenzione e supportino le persone con diabete di tipo 1.
Ma l’appello più importante va rivolto a ciascuno di noi, a prendere parte attiva in questa lotta, a informarsi, a sensibilizzare e a sostenere le iniziative che promuovono la prevenzione, la diagnosi precoce e l’accesso a cure di qualità.
Dobbiamo educarci sul diabete di tipo 1, comprendere le sfide affrontate dalle persone colpite e sostenerle attivamente. Ricordiamoci sempre che insieme possiamo fare la differenza.
Abbiamo il potere di creare una qualità di vita migliore di milioni di individui.
É tutto nelle nostre mani, ed è il momento di agire, come confermato anche presidente dal Parlamento Europeo, in occasione della Giornata Mondiale del Diabete 2022, prima dell’adozione della nuova Risoluzione sul Diabete del Parlamento Europeo.